ANASSIMANDRO
L'apeiron come fondamento del reale
Anassimandro, di Mileto e un allievo di Talete, egli individua la sostanza primordiale, l’origine dell’universo, in un principio indeterminato chiamato apeiron.
- Apeiron significa "senza confini", "sconfinato", ovvero indefinito e infinito.
- Non può essere identificato con nessun elemento specifico della realtà, perché deve poter generare tutti i contrari.
- È eterno, indistruttibile e in continuo movimento.
- Le cose definite nascono dall’apeiron per separazione dei contrari, causata dal movimento eterno.
Il mondo è visto come un sistema di contrari in conflitto.
La nascita è l’esistenza delle singole cose finite, è come una "separazione" o "ingiustizia" dell’unità originaria. Le cose finite si dissolvono e ritornano all'apeiron secondo una legge cosmica che ristabilisce l’equilibrio e la giustizia.
Secondo Anassimandro, la vita ebbe origine in ambienti acquatici e gli esseri umani si svilupparono da forme primitive.
ANASSIMENE
l'aria come principio delle cose
Anassimene, successore di Anassimandro, considerava l'aria più adatta dell'acqua di Talete perché è più vicina all'apeiron, essendo infinita e avvolgendo ogni cosa.
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