PLATONE
Dalla crisi della realtà all'eternità delle idee

Nato in una famiglia d'élite di Atene, il giovane Platone scelse di non fare politica perché deluso dall'ingiustizia e dalla corruzione dei governi. La svolta definitiva fu la condanna a morte di Socrate nel 399 a.C. Questo evento mostrò il fallimento della giustizia umana e spinse Platone a cercare valori etici universali e stabili.
Nel dialogo "Fedone", Platone spiega il percorso intellettuale che lo portò oltre il mondo sensibile:
- Prima navigazione: le ricerche materialiste dei filosofi naturalisti, basate sui sensi, che producevano solo risultati contraddittori.
- Seconda navigazione: lo sforzo della pura ragione, che condusse alla scoperta del mondo delle Idee.
Platone individua quindi due piani dell'essere: uno fenomenico e visibile (sensi) e uno meta-fenomenico e invisibile (ragione).
Platone confuta i Sofisti per difendere la verità oggettiva:
- Contro Protagora: se l'uomo decide tutto, non esistono norme assolute; per Platone le cose hanno un'essenza stabile e indipendente.
- Contro Eraclito: se tutto mutasse sempre, la conoscenza sarebbe impossibile; serve invece un'essenza immobile da poter comprendere.
Le Idee sono entità reali e perfette che risiedono nell'Iperuranio. Esse si collegano alle cose terrene attraverso tre modalità:
- Mimesi: imitazione delle Idee da parte delle cose.
- Metessi: partecipazione delle cose all'essenza delle Idee.
- Parusia: presenza delle Idee nelle cose stesse.
Per spiegare il rapporto tra le Idee, Platone supera la filosofia di Parmenide con un "parricidio" concettuale. Dimostra infatti che il "non essere" non è il nulla, ma significa solo "essere diverso". Introduce così i cinque Generi Sommi: l'Essere, l'Identico, il Diverso, la Quiete e il Movimento. Al vertice del sistema si trova l'Idea del Bene, che come il Sole illumina e rende comprensibile la verità.
Nelle ultime opere (Timeo e Leggi), Platone prova a trasferire l'ordine del cosmo nella società. Rispetto alla giovinezza, il filosofo ha ora una visione più realistica e disincantata della natura umana. Gli uomini sono imperfetti e mossi da passioni opposte, simili a rigidi "fili di ferro" che muovono una marionetta. Per questo serve un "filo d'oro", cioè la ragione, che si esprime concretamente attraverso le leggi dello Stato. Le leggi non devono solo punire i reati, ma hanno il compito di educare i cittadini, riflettendo l'ordine divino del cosmo.
La nuova città ideale descritta da Platone è un insediamento fortificato e circolare, basato su regole rigide:
- Demografia e famiglia: il numero di abitanti è bloccato e lo Stato pianifica i matrimoni per avere figli sani.
- Controllo dei costumi: ogni eccesso è vietato, seguendo lo stile di vita austero di Sparta.
- Custodi delle Leggi: magistrati speciali posizionati nella parte alta della città per sorvegliare il rispetto delle norme.
Il mito della caverna: descrive un
gruppo di prigionieri incatenati fin dall'infanzia in una grotta, costretti a guardare una
parete su cui vengono proiettate le
ombre di oggetti reali che passano dietro di loro.
Per i prigionieri, quelle ombre costituiscono l'unica e assoluta realtà.
Il mito narra poi la liberazione di uno di loro: uscendo all'esterno, egli scopre con dolore e stupore che il mondo reale è infinitamente più luminoso e complesso delle ombre.