martedì 28 ottobre 2025

PARMENIDE e il pensiero dell'essere


 PARMENIDE

e il pensiero dell'essere

Parmenide, filosofo di Elea, pone l'essere al centro della discussione filosofica. 

Affronta il tema dell’opposizione tra essere e nulla, negando che quest’ultimo possa esistere e diventare oggetto di pensiero.

Nella sua prospettiva l’essere è e può essere pensato

Parmenide sostiene che: l’essere è, e non può non essere, mentre il non essere non è, e non può essere. Ovvero che solo l’essere esiste e che il non essere non esiste e non può neanche essere pensato. 

La nostra mente e il nostro linguaggio possono riferirsi solo a qualcosa che c’è e dunque all’essere

LE SUE DEFINIZIONI SONO:

  • l’essere è ingenerato e imperituro: se nascesse, dovrebbe derivare da ciò che non è, ma niente può derivare da ciò che non esiste, dunque l'essere non può nascere.
  • L’essere eterno: non ha né passato né futuro. Parmenide non ammette nessun altro tempo, al di fuori del presente l’"era" e il "sarà" non hanno spazio nella sua grammatica.
  • L’essere è finito: ovvero che per la mentalità greca, la perfezione non è data dall’infinità (=ciò che non è completo), ma dalla finitezza (=completezza, perfezione).
Con Parmenide vengono introdotti alcuni principi:

  1. Principio di identità: A è uguale ad A: l’essere è ed è identico a se stesso
  2. Principio di non contraddizione: l’essere è, dunque non può non essere. 
  3. Principio del terzo escluso: ogni cosa è o non è (una terza opposizione è da escludersi categoricamente.)

Parmenide 550-450 a.C.


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